Resoconto di martedì 10 maggio “Aspettando Valdarno Cinema”

La ventinovesima edizione del Valdarno Cinema Fedic è stata inaugurata esclusivamente da registi toscani, a sottolineare quanto questa manifestazione sia vicina al nostro territorio.

Lo Spazio Toscana ha aperto alle 18.00 con i due documentari “Così nasce un pittore” di Riccardo Valesi, da Firenze e “AB – Fonte di vita” di Nicola Raffaetà, da Pisa.

A partire dalle 21.30, è stata invece proiettata una serie di dodici cortometraggi, realizzati da autori prevalentemente giovani. Da sottolineare, che anche sulle poltroncine del Cinema Teatro Masaccio sedevano moltissimi ragazzi e ragazze, a dimostrazione del fatto che la gioventù genera gioventù.

Ad aprire le danze c’è stato il musical – parodia sulla vita di Cristo “Matthews’s Jesus – Il musical” diretto da Francesco Marini e interpretato dai suoi compagni di scuola. “Io e anna” di Guido Bandini, che vedeva l’illustre partecipazione di Carlo Monni e Sergio Forconi, mette in scena un surreale rapporto padre – figlia in chiave brillante. A seguire, “La vita non è un gioco”, realizzato da Alessio Bonadio assieme alla classe IV A del Liceo Scientifico Benedetto Varchi: il soggetto, quello di un ragazzo rovinato dal Poker, che sul finire della vicenda riscopre i valori dell’amicizia. “Conquest” di Stefano Cavalli, direttamente da Montecatini Terme, si ispira all’omonimo brano musicale di Pattie Page e inscena un particolare momento d’ubriachezza sulle note della canzone. È poi la volta di “Persone”, firmato dal pisano Roberto Merlino, che ripercorre la tragedia di un incedente di moto di una coppia di giovani, con tanto di e lieto fine e morale. “Circolo” (applauditissimo dai presenti), scritto e diretto dal reggellese Rossano Dalla Barba, pone l’accento sul ripetersi delle situazioni e delle occasioni, sfruttando al contempo il Circolo come location di snodo. Introspettivo, sul tema della vita e della malattia è il corto “Dall’altra parte”, di Antonio Castaldo e Pier Francesco Bigazzi, presente come attore anche in “Circolo” e in “Voglio trovare un posto” di Lorenzo Donnini, brevissima ma significativa messa in scena dell’inizio di un viaggio, che ha chiuso le proiezioni.  Restano ancora “Solo Noi 2” (sequel del precedente “Solo Noi”), di Giulio dell’Aquila e Samuele Innocenti, un “Cloverfield” di ambientazione sangiovannese, e i particolarissimi “Soluzione Futurista” e “Romeo e Giulietta”. Il primo, che ci arriva da Poggibonsi, diretto da Francesco Bruschettini, fa molta fede al suo titolo, sia per le suggestioni che per il finale, mentre il secondo è una concettuale riproposizione del dramma Shakespeariano, ad opera di Giovanni “Mito” Possemato. Divertentissimi i tre minuti di “Un fisico statuario” di Antonio Fabbrini, dove un ubriaco fa delle avances ad una statua di donna in piena San Giovanni.

Finite le proiezioni, c’è stato l’incontro con alcuni degli autori e registi dei suddetti corti, dalla quale è scaturito un interessante dibattito, riguardante i loro film, ma anche il lavoro stesso del regista, dove i ragazzi hanno esposto la loro passione per la settima arte.

a cura di Marco Renzi

 

Nuova edizione del Valdarno Cinema Fedic e ripetuto successo per la rassegna Spazio Toscana, dedicata agli autori della regione che non sono stati ammessi al concorso. Durante la serata di martedì 10 maggio, sono stati proiettati i corti ed i documentari presentati, che sono stati seguiti ed apprezzati dal pubblico presente al Cinema-Teatro Masaccio. Spesso autori molto giovani, alcuni di loro si sono presentati e hanno commentato la loro produzione alla fine della serata. Tra i corti, successo per “Circolo” di Rossano Dalla Barba, che ha realizzato una piccola storia con l’utilizzo di una fotocamera ed ha commentato: “C’è stata la voglia di raccontare come nella vita a volte le situazioni si ripetono”. Altra piccola storia, quella rappresentata in “Un fisico statuario” di Antonio Fabbrini, in cui l’unico attore interpreta un uomo ubriaco, che pensa di parlare con una donna, mentre solo nel finale, si vede che si tratta di una statua. L’idea era nata dalla mostra dell’artista irlandese Paddy Campbell, che alcuni mesi  fa ha presentato le sue sculture bronzee di donne, che sono rimaste in esposizione in piazza Cavour fino a poco tempo fa. Tra gli altri, anche Lorenzo Donnini con il suo “Voglio trovare un posto”, corto nato per il concorso Sentieri Selvaggi e vinto dallo stesso regista, che dichiara che il film gli ha portato molta fortuna e anche lui, come il protagonista ha iniziato questo suo viaggio nella scuola di cinema romana. Protagonista del corto era il sangiovannese Pierfrancesco Bigazzi, attore in due dei corti presentati, ma anche regista di un’altra opera presentata a “Spazio Toscana”.

a cura di Francesca Del Sala


foto a cura di Giulia Baldi

Posted in Eventi, News